PIVIO – Nuovo Video Clip – The Mask – Da oggi online

Da CRYTOMNESIA: “The Mask”  è un nuovo ‘folle’ video clip da oggi sui social, pieno di ‘cryptomnesiache’ citazioni visive testuali e musicali, presentato come se fosse il riversamento digitale di un vecchio VHS. 
Da It’s Fine Anyway (che nel 2016 segnava il suo ritorno dopo 12 anni di sole colonne sonore alla composizione musicale autonoma) Pivio è entrato in un periodo di esplosione creativa che ha portato alla pubblicazione in 4 anni di un corto (“It’s Fine antway”, diretto insieme a Marcello Saurino e Premio Speciale Nastri d’Argento 2017), sei album in a solo (l’ultimo è Cryptomnesia, ufficialmente in uscita domani 7 ottobre), la produzione di un documentario (“Il Caso Braibanti”, di cui firma anche le musiche), la pre-produzione (in corso) di un lungometraggio (che sviluppa temi e modi del precedente corto) e un libro in uscita nel 2021. Nel frattempo continua l’attività di musicista per il cinema insieme a Aldo De Scalzi. In uscita il 31 dicembre l’atteso Diabolik dei Manetti Bros.
PIVIO 

CRYPTOMNESIA 

Nuovo disco solista di Pivio: 9 canzoni tra psychedelia, progressive e industrial 

Data uscita: 07/10/2020 

 

I dischi dell’espleta – ESP073 

CD, digitale 


Tutti i titoli delle canzoni presenti nel disco partono da suggestioni legate alle parole usate ed abusate durante la ‘pandemia’. Ma i testi ci portano lontano dalla cronaca quotidiana del periodo. Mentre in ogni brano dell’album ci sono riferimenti a grandi autori della musica, del cinema e della letteratura del passato.

 

La ‘criptomnesia’ è un disturbo della memoria in cui i ricordi appaiono come creazioni originali, altrimenti detto ‘furto inconsapevole’.  Carl Gustav Jung ne parla riferendola anche a se stesso. Negli anni scoprì che molte cose, da lui attribuite al suo intuito e alla sua creatività, già esistevano in qualche libro o in qualche credenza popolare. La spiegazione andrebbe cercata nell’inconscio collettivo, da cui attingiamo tutti quanti e in cui le immagini, le idee e le conoscenze sono più numerose di quelle che ci possono apparire coscientemente. Il rock sarebbe così un ‘consapevole furto inconsapevole’. 

 

“Il 24 febbraio di quest’anno usciva Fahrenheit 999, il disco del ritorno discografico degli Scortilla, la band fondata da me assieme a Marco Odino, a 40 anni dal loro esordio su un palco.” – racconta Pivio nelle sue note – “Mai titolo fu più profetico … nel giro di poche ore la situazione in Italia ed a seguire in tutto il mondo sarebbe precipitata in un baratro dal quale stiamo cercando di rialzarci con molta fatica. I seguenti due mesi e mezzo sono stati per me un vero incubo. Vedermi venire a mancare quella rete di contatti umani su cui ho sempre contato mi aveva creato un blocco artistico totale, cosa cui non ero affatto preparato. All’inizio ogni giorno provavo a buttare giù qualche idea musicale che veniva dopo poco regolarmente abortita. Poi è successo improvvisamente qualcosa che non so spiegare, come se si fosse aperto il vaso di Pandora, lasciando uscire tutto il dolore provato, tutte le paure fisiche e psicologiche accumulate durante il cosiddetto lockdown. Ed in 15 giorni ho scritto, suonato e mixato Cryptomnesia, il mio nuovo album solista.” 

 

Per questo viaggio in nove canzoni Pivio si è valso del contributo fondamentale di alcuni amici musicisti con cui collabora da sempre, sia come solista sia nelle molte colonne sonore firmate insieme a Aldo De Scalzi. I testi che visualizzano i fantasmi evocati dai brani sono di Marco Odino, il grande basso di Massimo Trigona è presente in Punished e The story that ends all stories, Gianpiero Lo Bello, sempre pronto donare magia con la sua tromba, è in Seclusion I wear; Roberto Piga e Luca Pirondini, rispettivamente violino e viola, suonano in Mask, Shankar, il segno più etnico del disco, in Cryptomnesia.  Un ringraziamento particolare va a Dario D’Alessandro degli Homunculus Res che ha inconsapevolmente ispirato il titolo del disco, a Mike Harakis che ha curato l’editing inglese, e infine a Roberto Molinelli per la maschera “The mole” (2005 – Archeomorfi) riprodotta in copertina. 

 

In ogni brano dell’album ci sono influenze di grandi autori del passato. Non troverete naturalmente citate frasi o versi, ma lo spirito della ‘criptomnesia’ aleggia su tutte le tracce. In A well suspended time, ci troviamo prigionieri a metà strada tra l’Oscar Wilde della Ballad of Reading Gaol, e un Kafka filmato da David Cronenberg, il personaggio che apre l’album è inesorabilmente sospeso nel tempo e in una stanza, prigioniero in un destino-loop. Cryptomnesia, essendo la title track è una sorta di manifesto dell’intero album, il testo è modellato sulla metrica di un brano di Peter Gabriel, volutamente asservita al significante dell’album che dimostra come l’assunto di partenza possa portare in territori inesplorati e al contempo non del tutto sconosciuti. Edgar Allan Poe e H.P. Lovercraft si incontrano nel bosco oscuro di Blood like love in un’ambientazione gotica misteriosa mentre in I’m smarter than you ci si ritrova a fare i conti con i fantasmi di George Orwell e del suo mondo distopico. Paul Laurence Dunbar, poeta afroamericano di fine novecento, fa sentire la sua influenza in Mask, un altro testo che condanna la dissimulazione, l’imitazione e il culto dell’apparenza. Punishment, sin dal titolo rieccheggia l’omonima poesia di Séamus Heaney, poeta irlandese di fine del secolo scorso, amplificandone il freddo distacco sulla natura della violenza e attualizzandone i contenuti. Per Resistance is futile ci si fa strada attraverso una progressiva eliminazione del superfluo. Il testo originale di 33 versi viene a poco a poco ridotto a 4 strofe che vengono ossessivamente ripetute sulla scia di un percorso a metà strada tra Ungaretti e lo slogan dei cibernetici Borg di Star Trek, in una sorta di commistione tra il sacro e il profano di una comunicazione oggi ridotta a slogan per smartphone. Seclusion I wear ci porta nel mondo sospeso di William Wordsworth e soprattutto di Emily Dickinson, con atmosfere e riflessioni sul senso di esclusione ed esasperata consapevolezza della fragilità del reale. Infine The story that ends all stories, ovviamente posta alla fine di questo viaggio, parte dalle visioni di Philip K. Dick e si incontra con le emozioni delicatamente espresse dalla Neneh Cherry di Move with me, invitandoci a non fermarci mai nella ricerca di ispirazioni e riferimenti che la vita, gli artisti e il caso ci offrono ogni giorno. 

 

 

CRYPTOMNESIA 

 

1. A WELL-SUSPENDED TIME 6:01  

2. CRYPTOMNESIA 4:50  

3. BLOOD LIKE LOVE 6:29  

4. I AM SMARTER THAN U 5:51  

5. MASK 5:02  

6. PUNISHED 5:17  

7. RESISTANCE IS FUTILE 3:42  

8. SECLUSION I WEAR 5:56  

9. THE STORY THAT ENDS ALL STORIES 6:21  

1, 2, 3, 5, 6, 7 (Pivio / M.Odino)  

4, 8, 9 (Pivio / M.Odino – Pivio)  

Ed. Creuza S.r.l. 

 

PIVIO voice, backing vocals, arp2600, mellotron, piano, electric guitar, daf, percussions  

SHANKAR violin in 2  

ROBERTO PIGA violin in 5  

LUCA PIRONDINI viola in 5  

MASSIMO TRIGONA electric bass in 6 and 9  

GIANPIERO LO BELLO trumpet in 8  

Mixed and produced by PIVIO  

MASSIMILIANO NEVI mastering at BitBazar Studio (Roma)  

RITA GIACALONE artworks  

The mask “The mole” (2005) by ROBERTO MOLINELLI 

 

 www.pivioealdodescalzi.com/project/cryptomnesia

 

 link per il download completo disponibile su richiesta

  

Ufficio stampa 

Marzia Spanu 




Di Staff_ReteGenova

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