Giovedì 4 Giugno 2026 h 18: presentazione libro “Le dinastie dell’auto” di Giosuè Boetto Cohen.

Palazzo della Meridiana: Giovedì 4 Giugno 2026 h 18: presentazione libro “Le dinastie dell’auto” di Giosuè Boetto Cohen.

Giovedì 4 Giugno ore 18:00, a Palazzo della Meridiana si svolgerà la presentazione del libro “Le dinastie dell’auto” di Giosuè Boetto Cohen.

L’incontro è organizzato dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana – APS.

È consigliata la prenotazione:

mail: amici@palazzodellameridiana.it

tel: 010 2541 996

Chi sono oggi i signori Citroën, Bugatti, Opel, Lancia, Maserati, Romeo, Innocenti? E quelli che, pur senza firmarle col loro nome, hanno inventato BMW, Jaguar, Volvo, Simca, Land Rover? Se lo è chiesto Giosuè Boetto Cohen, giornalista e scrittore che abbiamo spesso ospitato su queste colonne, partendo per un lungo viaggio in Europa. Per andare a bussare a quelle “dinastie dell’automobile” che danno il titolo al suo nuovo libro. Pubblicato da ASI, è stato presentato qualche settimana fa alla Hoepli di Milano e ora comincia il suo tour nelle librerie italiane. Sarà tra l’altro al Salone del Libro di Torino il prossimo maggio, presentato da Giorgetto Giugiaro. E’ un libro a dir poco originale, perché anche se la domanda, magari, ce la eravamo posta in tanti, ci è voluta la sua penna per trovare delle risposte. E che risposte! Trecentoventi pagine di memorie raccolte da figli e nipoti, di immagini – vivissime e spesso sorprendenti – dei grandi fondatori, che loro hanno conosciuto direttamente o nelle parole di mamme e papà. E poi il fiume della storia del Novecento, che l’autore ha molto frequentato e spesso utilizza nei suoi lavori  sull’automobile, sulla carta, alla Rai o nei maggiori musei. Le dinastie narrate non sono, per precisa scelta, quelle che ancora oggi hanno un ruolo attivo nell’industria. La cronaca economica e mondana – spiega Boetto Cohen – si occupa già abbastanza di loro, e non sempre i padroni di oggi sono stati i testimoni di ieri, o hanno qualcosa di interessante da dire. Ci si è quindi recati alla porta dei grandi ex, coloro che hanno ceduto l’attività, in modo più o meno brillante, e talvolta assistito alla fine di un’epopea con la perdita di patrimoni immensi. E questo, a nostro avviso, è uno dei punti profondi del libro, perché il tema del passaggio di mano, con tutto quello che tangibilmente ed emotivamente ne conviene, è estremamente interessante. Contestualizzato nel tempo di allora per aiutarci a capire e a costruirci un’opinione nel presente. Emblematici, in questo senso, sono i due incontri con i discendenti delle famiglie Lancia e Innocenti. In particolare la figlia di Gianni Lancia, Mariele, ha accettato di parlare per la prima volta in modo piuttosto libero del padre, che proprio settanta anni fa, nel 1956 e in pieno boom dell’auto, vendeva a ai Pesenti e partiva per il suo esilio dorato in Brasile. Una vicenda che fino a ieri era quasi tabù e che la signora Lancia ricostruisce infine con parole lucide e particolarmente toccanti. Ma è difficile dire quali, dei dodici incontri, quali siano i più affascinanti, perché tutti riservano sorprese e portano il lettore nella case – e nella vita intima – dei protagonisti. Restando alle storie con radici italiane, il capitolo dedicato alla Simca è forse uno dei più riusciti. Caroline Pigozzi, figlia del patron del marchio, il torinese Teodoro, è oggi la più grande vaticanista di Francia. In quasi mezzo secolo di giornalismo – da Le Point a Paris Match e passando per una pila di libri pubblicati e la rosetta della Légion d’Honneur. E’ lei che ha annunciato dal telegiornale della sera l’ascesa al soglio di Leone XIV. E fino a qualche settimana prima, riceveva bigliettini privati da papa Francesco. Ma soprattutto, Caroline è la prima giornalista che è riuscita a entrare nell’impenetrabile corte di Karol Wojtyla e lo ha seguito come un’ombra nei suoi viaggi intorno al mondo. Ascoltare la storia della Simca dalle sue parole, seduti in un salotto parigino anch’esso tutt’altro che banale, è una vera delizia. Altri punti forti del libro di Cohen sono le visite a Göteborg alle famiglie che hanno dato i natali alla Volvo.  Rapisce l’episodio della loro piscina-nudista, unico giocattolo che il nonno fondatore si è mai concesso. O l’etica scandinava che portò Gabrielsson e Larson a escludere per statuto, nella successione delle cariche, la generazione dei loro figli.
Il capitolo su André Citroen – narrato sulle rive della Senna dal nipote Henri Jacques – è dei più epici, con le affascinanti “crociere” dei cingolati che attraversarono l’Asia e l’Africa trasmettendo alla radio ogni giorno. E ancora l’eterna sfida con Renault, o l’imboscata delle banche e della famiglia Michelin quando il fondatore, malato, si trovò anche a corto di liquidi. Un mondo a parte è la saga dei Bugatti, di cui l’autore, insieme ai figli e nipoti di Ettore, incontrati a Molsheim, scrive: “più se ne approfondisce la storia, più ci si accorge di quanto poco se ne sappia”. O quella dei Lyons della Jaguar, con i ricordi del giovane Michael (nipote di sir William) che ha avuto una mamma istitutrice in stile Mary Poppins. O quelli di lui – giovane apprendista in concessionaria – che consegnava le vetture personalmente al garage di Buckingham Palace.”

Il libro è corredato da centoventi pagine di fotografie a colori, in gran parte provenienti dagli archivi e dagli album di famiglia. I ritratti degli intervistati, le loro case e ciò che è successo durante le interviste sono invece opera del fotografo londinese (ma di origini nissene) Salvatore Sportato.

Giosuè Boetto Cohen ha già pubblicato con ASI “Il giovane Giorgetto”, premiato nel 2021 come miglior libro dell’automobile (Best in Classic) e “L’americano – Tom Tjaarda a Torino 1958-2017”. Nel 2024 è uscito il romanzo memoir “Le case dell’anima” pubblicato da Minerva.

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Fonte: Museo Carta Mele

Di Staff_ReteGenova

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