Newsletter del 222016

 

Newsletter 22 gennaio 2016

Amiche, amici,

Come la scorsa settimana, l’argomento clou di questa newsletter è  Don Giovanni con tutti gli appuntamenti a lui collegati.

Si comincia lunedì 25 alle 17.30 alla libreria Feltrinelli dove il musicologo Massimo Pastorelli cura l’appuntamento: "conversazioni e incontri in Libreria". Ospiti i protagonisti dell’opera mozartiana: Serena Gamberoni (Donna Anna) e Michele Patti (Don Giovanni).

Venerdì 29 gennaio alle 20.30 ecco già la prova generale (aperta agli studenti organizzati in sede scolastica) dell’opera. Gli  insegnanti hanno affrontato un lungo lavoro di preparazione all’opera che – già non semplice di per sé – viene proposta in questa mise en scène ambientata nell’America anni 80. Perché l’America e in particolare l’America del Novecento? La regista Rosetta Cucchi racconta come sia arrivata a questa attualizzazione. “Perché più che in altri paesi è lì che l’uomo ha avuto la possibilità e la forza di costruire il proprio futuro (il famoso self-made man) dove si scommette sull’essere umano e non sulla predestinazione e dove naturalmente il fallimento è ancora più cocente e inaccettabile. In questo Don Giovanni si vive un’atmosfera da America reaganiana in cui forzatamente si crede ad un’America, ottimista e proiettata verso il futuro ma dove oramai il germe della paura aveva cominciato a roderne le fondamenta, e il moralismo borghese si contrapponeva alla crescente voglia di libertà di una parte della società, dove le grandi star del rock facevano impazzire i giovani e venivano seguite nelle mode e nei costumi morali e sessuali. Un’America dove l’ombra dell’AIDS iniziava a prendere forma e c’era chi lo giudicava come una giusta punizione divina della corruzione dei costumi”. In questo contesto  la regista ha immaginato il “suo” Don Giovanni nei panni di una star di uno dei locali alla moda newyorkesi, come poteva essere il mitico Studio 54, locale frequentato da ogni tipo di artisti da Andy Warhol, a Truman Capote a Jean-Michel Basquiat, un Don Giovanni amato da tutte le donne e da esse odiato quando stanco e annoiato le rifiutava. Un uomo-mito che viveva sopra le righe, forse conscio di dover bruciare tutto e subito rifiutando un futuro di decadenza fisica e sperando in una fine spettacolare. Un uomo che vive la sua intera esistenza camminando sul bordo del baratro, raffinato, cinico, dissacrante, in aperta opposizione con le convenzioni sociali, empio e pronto a burlarsi di tutto e di tutti persino della sua stessa vita. Un uomo che non si lascia definire e che rimane sfuggente, ma che non può evitare il suo tragico destino.

Sabato 30 alle 20.30 la prima dell’opera che – solo in questa recita – vede nei panni di Don Giovanni Erwin Schrott, uno dei cantanti più interessanti e carismatici del nostro tempo oggi universalmente considerato come massimo esponente dei principali ruoli mozartiani, tra cui Don Giovanni. L’opera sarà trasmessa in streaming, con inizio della diretta a partire dalle ore 20.10 e i cyber appassionati potranno interagire con la redazione, mediante la pagina FB dedicata all’evento. (Nella foto rubata prima di una prova, un taxi giallo della scenografia di Don Giovanni campeggia in scena).

Domenica 31 alle ore 11.00 il consueto appuntamanto con il MusicAperitivo. In programma musica di Schumann, Schubert, Mozart, Liszt  e Brahms, interpretate da Annarita CECCHINI soprano, Simona MARCELLO  mezzosoprano, Antonio MANNARINO   tenore, Matteo ARMANINO baritono. Al pianoforte Patrizia PRIARONE.

Alle 15.30 di domenica la seconda recita di Don Giovanni.

Concludiamo con la notiza che è disponibile la nuova edizione di

Di Staff_ReteGenova

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